Disco d'argento EMI, 2° posto all'International Festival di Samarcanda. Le mitiche voci dell’Appennino
su un affascinante tessuto di corde. Provenienza EMILIA-ROMAGNA/TOSCANA - 5 MUSICISTI
L'instancabile ed appassionata ricerca effettuata dal fondatore dei Viulàn, Lele Chiodi, anche in collaborazione con Francesco Guccini nel territorio del Frignano sulle montagne dell'appennino Tosco-Emiliano, ha ormai superato i 30 anni, ma è ben lontana dal terminare. L'amore per la propria terra i suoi colori, i suoi valori, i suoi dialetti, la sua musica, sono il motore di quest’entusiasmo. Di mese in mese, vengono registrati nuovi brani ormai sulla bocca di pochi anziani, con la sensazione di avere salvato dall'oblio un frammento di noi stessi e delle nostre tradizioni culturali, sulle quali più o meno inconsciamente siamo tutti radicati. Dentro le voci di Lele, Carlo e Lauro vive questa musica, con il vento delle loro montagne, gli odori e i colori delle loro foreste, le voci della gente che ha portato fino a noi questo patrimonio. L'entusiasmo, l’ironia, l'allegria spumeggiante che pervade le storie ed aneddoti raccontati con la mimica dei personaggi che si rappresentano, il godimento nell'affiatamento, il virtuosismo di assoluto livello, il gioco della sfida nel cantare e nel suonare, rendono coinvolgente ed entusiasmante le performances del gruppo, che si spinge in arrangiamenti strumentali e vocali frutto di metissage decisamente originali e senza senza preconcetti. Per questo anche le esibizioni in contesti rock hanno travolto il pubblico che continuava a chiedere bis. Il concerto a cui danno vita e' quindi un evento per un verso immutato nel tempo e per l'altro vissuto ed integrato dalla sensibilita' di uomini di oggi con tutto il bagaglio del loro vissuto. Oltre al recupero musicale, anche quello del dialetto e’ al centro dell’attivita’ dei Viulan.
Fausta Vetere “Non solo in Compagnia” … con Corrado Sfogli
Non solo in Compagnia è uno spettacolo che racconta una Napoli diversa da quella che di solito siamo abituati a vedere. La storia di questa città viene narrata attraverso le parole ed il canto di Fausta Vetere che ha trascorso la sua vita artistica insieme al gruppo musicale “ Nuova Compagnia di Canto Popolare”. Una Napoli al di fuori degli stereotipi, andando alla ricerca delle radici di quella musica che nei secoli l'ha resa famosa e conosciuta. E le fonti di questa musica sono quei canti che nascevano spontanei dal popolo e nelle campagne,dove forte era il bisogno di comunicare il proprio stato d'animo attraverso la musica, il canto e la danza. A quella musica si sono ispirati, nel corso dei secoli, i musicisti che vivevano in città, o vi giungevano per impararla: Orlando di Lasso, Gesualdo da Venosa, Paisiello, Cimarosa, Pergolesi... Questo spettacolo è anche un percorso nella storia di Napoli, in quella storia che è stata sempre fatta non da capipopolo, da vicerè, generali o imperatori, ma da quelli che sono passati senza nome. Ed è un cammino che si fa attraverso villanelle, tammurriate, le grandi arie dei compositori del 700 napoletano, fino ad arrivare ad i giorni nostri. In questa occasione Fausta Vetere è accompagnata da Corrado Sfogli ( insieme a lei direttore artistico della NCCP) e dai propri figli Marco e Marcello che testimoniano in questo modo una continuità fra la esperienza artistica e quella familiare. Il nostro viaggio musicale vuole rendere omaggio anche alla Napoli intesa come cerniera tra oriente ed occidente, come Grande Madre della cultura mediterranea, forse anche perchè realmente solo a Napoli diventarono vivi "la parola ed il pensiero di Odisseo".....
Un progetto nato da un'emozione, non da un pensiero cullato e costruito su misura, un disco nato da un'intuizione. Così l'istinto canoro di Antonio Cerfeda è diventato il motore di questa insolita performance musicale, quando la sua voce in un giorno inaspettato e mai previsto è riuscita ad arrivare alle orecchie e al cuore di Alessandro, come un dardo scoccato ad arte. Così il suonatore di chitarra ha iniziato ad ascoltare le canzoni, scritte negli anni, che Antonio teneva nel cassetto, e subito è nata l'idea di realizzare la raccolta qui proposta. Le parole sono tutte per la sua Ugento, importante paese salentino vicino al capo di Leuca. Non un cantante, ci piace definirlo un cantastorie. Con lui questa lontana tradizione dell'Italia meridionale è riapparsa improvvisa e insperata, rinnovata e arricchita da una coscienza “acculturata”. Antonio è riuscito a fare un ritratto dei personaggi ugentini che più lo hanno colpito conferendo ad ognuno quella suprema dignità umana che spesso i luoghi comuni mettono in ombra. Fanno sorridere le parole di Antonio, quando le sue licenze verbali scherniscono il mondo serio e perbenista, ma fanno anche riflettere, quando con la mai tradita ironia toccano i temi più incresciosi come l'inquinamento o l'immigrazione clandestina. Alessandro Bongi è il sarto, il raffinato tessitore di note, come lo hanno definito, che con intraprendenza musicale ha sapientemente cucito gli abiti sonori a misura di questi testi, proponendo le più svariate contaminazioni di genere ed elevando quella che poteva essere solo musica popolare ad una musica più ricercata e mai banale, avvicinandola alla musica d’autore.
Musicalia, fondato verso la fine degli anni settanta da alcuni ricercatori ed esecutori di musica popolare si è via via sviluppato ed affermato grazie all’impegno artistico-organizzativo di Amerigo e Marcello Ciervo.
Il duplice progetto originario ed immodificato nei venti e più anni di attività di ricerca del gruppo, prevedeva la ricerca attenta e rigorosa dei “materiali folklorici” della Campania interna e più specificamente del Sannio beneventano e la riproposta in chiave spettacolare, "pura ma non purista", come ben ha evidenziato Federico Vacalebre (Il Mattino) recensendo uno dei dischi del gruppo. Considerato "il gruppo più rappresentativo della Benevento musicale di oggi" (Antonio Tricomi, La Repubblica) e laboratorio di rilettura il cui lievito è la tradizione locale ed il cui orizzonte è la musica del presente, Musicalia "..è oggi esponente autorevole di una deriva musicale italiana conosciuta, ammirata ed apprezzata anche fuori dai nostri confini" (Giordano Montecchi). Musicalia ha intanto sempre "lavorato" con le scuole con cui intrattiene da sempre il canale preferenziale dei laboratori musico-teatrali sulla cultura popolare, proseguendo la ricerca di archivio oltre che quella sul campo, scrivendo libri, allestendo ed interpretando spettacoli, incidendo dischi, facendo concerti e partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive.
MALANOVA è un progetto musicale nato nel 2001. Dopo un'appassionante ricerca condotta nel campo delle tradizioni popolari siciliane, il gruppo ha iniziato a comporre musiche e canti del tutto originali e inediti, completamente in lingua siciliana (in particolare nella parlata della Valle del Mela), per mantenere vivo nelle nuove generazioni l'amore per l'identità della propria terra. Malanova ha preso parte a numerosissime rassegne di musica etnica e folk nelle quali si è sempre distinto per l’esclusivo utilizzo di strumenti musicali della tradizione popolare e voci. Nel 2002 vince il 2° Premio al “Sonica Tour Sicilia” e nel 2003 è secondo al Festival “Band it Musica d’Autore” di Milazzo. Nel 2006 vince il 1° Premio del folk festival “Emigrantimmigrati – Mediterraneo Sonoro” della Città di Paola e partecipa ad “Etnitalia” programma di Radio Vaticana dedicato alle lingue dialettali d’Italia. Nel 2007 Michael Pergolani e Renato Marengo dedicano al gruppo uno Speciale del programma DEMO di RADIO UNO RAI, a seguito del quale Malanova è uno dei dieci gruppi finalisti del “Demofest 2007” di Lamezia Terme. Nello stesso anno partecipa, classificandosi al primo posto, al Festival di Musica Popolare Terre in Moto di Apice Vecchia (BN) ed alla Rassegna di Musica Etnica e Popolare “Premio Rosa Balistreri” di San Giovanni La Punta (CT) dove la giuria, presente Carmen Consoli, gli assegna il primo premio con la speciale menzione: “Per aver rinnovato la musica siciliana”.
Max Boncompagni nasce artisticamente negli anni 80 in una radio locale dove rimane per 10 anni, la sua predisposizione artistica lo spinge a fare esperienza nei locali. La cultura musicale si potenzia negli anni e lo porta a scoprire che non è solo un DJ. Inizia per questo motivo a collaborare con musicisti di rilievo che rendono ancora più particolari le sue performance. Questo tipo di percorso sperimentale lo porta a fare grande esperienza fino ad arrivare a perfezionare oggi un progetto del tutto nuovo e rivolto al futuro della musica e dello spettacolo live. La sua alchimia musicale lo porta a non definire un genere,ma a rappresentare la magia che avviene in ogni Live Set, dimostrando che non esistono barriere tra i diversi generi musicali. Questo e' ciò che lo contraddistingue facendo della sua musica il “sound” di Max Boncompagni.
Il suo viaggio musicale si muove nella vita attraverso luci, suoni e frequenze.
Max Buoncompagni
DJ / Producer - Toscana
Cantante – Chitarrista – Compositore - Nasce a Bobo-Dioulasso nel BURKINA FASO, in Africa occidentale, culla secolare di cultura. Dopo alcune esperienza nel proprio paese, viaggia per l’Europa incrementando una serie di esperienze musicali. Nel 1975 Gabin Dabiré si stabilisce in Danimarca per studio ed entra in contatto con la musica sperimentale europea e con la musica orientale più tardi, che lo porterà a lunghe permanenze in India, dove ha modo di conoscere le musiche religiose, classiche ed etniche di queste paese, rapportandosi con i grandi maestri di SITAR, SAROD e di TABLAS. Rientrato in Europa, approfondisce lo studio delle percussioni africane e asiatiche, i cordofoni, il canto e la composizione. Crea con alcuni artisti milanesi il gruppo multimediale "CORRENTI MAGNETICHE" suoni e immagini dai primitivi all’elettronica con i quali produce "Futuro antico I e II", "Les Balafons de Haute Volta",Les musiques de Haute Volta, Afganistan,….ecc. Negli stessi anni, con la sua formazione "YELBUNA" ( Le Sorgenti),si esibisce in tutta Europa,catalizzando una grande attenzione da parte della stampa e del pubblico. In Italia, importante è il suo impegno per la diffusione della cultura africana fondando nel 1984 a Milano, con la collaborazione di Elena Albini Trissino dal Vello d’Oro, il "Centro di Promozione e Diffusione della Cultura Africana", patrocinato dall’UNESCO, per lo sviluppo della letteratura, del cinema,del teatro, della danza e della musica. Dopo aver dato il via alle più importanti manifestazioni che ancora oggi a Milano parlano di Africa,decide di dedicarsi in via esclusiva alla sua musica e nel 1987 si trasferisce in Toscana. Personaggio eclettico e polistrumentista passa dai cordofoni, alle percussioni,agli strumenti etnici.
Gabin Dabirè
Nascono nel 1998 con l’intento di riproporre e rielaborare la musica tradizionale celtica.
E’ piuttosto difficile all’inizio per un gruppo che si avvicina al repertorio irlandese esulare da quelli che vengono considerati i classici della musica dell’isola verde. I Dagda hanno cercato nuove soluzioni timbriche, arrangiamenti particolari e brani originali: il risultato è un suono accattivante e compatto, dove si raccoglie, in particolare, lo spirito entusiasta tipico della tradizione irlandese. Il gruppo ha preso parte ad alcuni tra i maggiori eventi di musica celtica in Italia, quali “Re Appennino Festival”,e si è spinto anche oltre confine. Solo nell’estate 1999 sono stati applauditi supporter di personaggi del calibro di Bob Geldof, “The Chieftains”e “Amazing Blondel”.
JESSICA LOMBARDI: flauti, bodhran. piva emiliana
PATRICK WRIGHT: violino, voce.
SILVIO TROTTA : chitarra, voce,
FRANCESCO SPEZIALI: percussioni, batteria.
Dagda
Il duo “di Volo&Tancredi” nasce dalla sintesi di due linee di lavoro: una ricerca ergonomica; un approccio agli strumenti musicali che consenta sia un’utilizzazione non convenzionale che modifiche agli strumenti stessi e la ricerca di un linguaggio che si dia come sintesi di differenti mezzi espressivi.
Si fondono così, in un unico gesto significante, come una sorta di ipertesto, teatro, movimento, strumenti e voci. Il lavoro è costituito da una serie di azioni strutturate che connotano, più o meno velatamente, la loro provenienza da territori culturali eterocliti: “Africa”- “Rinascimento”- “Danza”- “Concerto”- “Varietà”………… Tutto questo compenetrarsi di materiali, linguaggi e riferimenti differenti e apparentemente irrelati fra loro, questa molteplicità di echi e collegamenti, viene metabolizzata e ricondotta (e questa è la scommessa) ad una comune cifra stilistica dalla personalissima lettura del duo. Il duo “di Volo&Tancredi” si avvale di strumenti tradizionali rielaborati come l’”Alexophone”, l’”Ipercello” o marginali come il “Violino ottavino” e la “Tromba degli Angeli” che alludono a pratiche di un passato che parla, rappresenta e risuona in un modo nuovo.
Di Volo Trio/Quartetto - Gypsy
Questa Performance musicale si sviluppa attraverso l’energia di canti, musiche, danze nella loro duplice valenza di suono e movimento. Così dall’Armenia all’Arabia a Israele all’Africa e, perché no, all’Appennino Tosco/Emiliano, tutto questo compenetrarsi di linguaggi differenti e riferimenti, questa molteplicità di echi e collegamenti, viene metabolizzata e ricondotta ad una comune cifra stilistica dalla personalissima lettura del quartetto. E’ un ponte fra culture lontane nello spazio e nel tempo, un mosaico forte ed evocativo ricco di archetipi e colori legati da un filo ad alta tensione emotiva. Nell’organico“nobili” strumenti, violino e violoncello, vengono affiancati da una congenere di strumenti più improbabili, come sassofoni, fisarmonica, clarinetti, violetta che alludono ad una tradizione di stampo popolare. Non mancano al tempo stesso momenti di struggente tenerezza evocata dall’uso delle voci degli stessi esecutori in combinazioni imprevedibili e sorprendenti e dall’amplissimo strumentario utilizzato dai quattro poliedrici e straordinari musicisti.
Luca di Volo e Eleonora Tassinari
TUSCàNTICA Ovvero tornando a casa.... Prima o poi doveva succedere, e alla fine è successo. Dopo pluriennali incursioni nella musica dei più svariati paesi del mondo, dopo essersi cimentati nella rielaborazione di suggestioni provenienti da ogni angolo della terra, dal Perù all'America dei Nativi, soprattutto all'Irlanda e al nord Europa, ci siamo ricordati della terra in cui viviamo e lavoriamo da sempre: la Toscana. A distanza di ben quattordici anni dalle prime registrazioni esce un lavoro interamente dedicato alla loro terra.
Il nostro gruppo infatti vive e lavora in provincia di Arezzo, terra ricchissima di bellezze storiche e naturali. Ora, infinite sono state le opere, anche musicali, scritte sulla Toscana; molto importante era, di conseguenza, la scelta delle tematiche, onde evitare il rischio deja-vu. Per questo la scelta è caduta su una serie di episodi, estrapolati dalla storia della Toscana dal medioevo al prerinascimento, i quali hanno avuto il merito di colpire l'immaginazione dei musicisti e che per questo sono entrati a far parte di questo lavoro. Il fatto poi che alcuni di questi episodi fossero riportati nella Divina Commedia ha contribuito alla ideazione del titolo del lavoro, TUSCàNTICA.
Così succede che ci siamo impegniati nella descrizione della morte di Buonconte da Montefeltro riportata nel Purgatorio di Dante, o nell'omaggio del vescovo conte Guido Tarlati signore di Arezzo, o ancora nel tentativo di evocare antiche superstizioni medievali culminate in camminate su carboni ardenti. Ed allora immaginiamo che il punto in comune sia proprio l'amore per la nostra terra, che ha saputo aspettarci pazientemente nelle nostre peregrinazioni per molti anni. Dopo tutto questo tempo era il minimo che potessimo fare.
Ductia
World - Toscana
Gruppo storico del folk italiano, la "Nuova Compagnia di Canto Popolare"nasce nel 1970 con il preciso intento di diffondere gli autentici valori della tradizione del popolo campano. Lo straordinario successo che il gruppo ottiene al Festival di Spoleto del 1972 e del 1974 segna il suo lancio internazionale: da allora la Nccp ha ripetutamente partecipato a tutti i più importanti festivals d'Europa e d'oltreoceano,tra cui Edimburgo,Helsinki, Berlino(Festwochen),Theàtre des Nations(Caracas 77,Amburgo 79),Buenos Aires,Festival delle Fiandre, Zurigo,Salisburgo, Parigi(Theatre de la Ville), Atene (Lycabettus theatre),Israele,Spoleto Usa,Belgrado(Teatro Kolarca) Sidney(Opera House),Hong Kong,Singapore,Sofia (Sala Bulgària),Londra (Riverside studios),Tokyo(Sogetsu Hall),San Paolo (Sesc Pompeia) .....
Il gruppo ha alternato alla sua attività musicale anche quella teatrale, promuovendo e partecipando a numerosi spettacoli: La Cantata dei pastori, La canzone di Zeza, La Gatta Cenerentola, La Perla Reale, Sona sona ....
Per questo motivo Eduardo de Filippo li volle ospiti nel suo teatro: il San Ferdinando di Napoli.
Nuova Compagnia di Canto Popolare
Malanova
Riccardo Marasco è ritenuto la voce più significativa della musica tradizionale toscana. Uscito dalla schiera dei folk-singers dei primi anni Sessanta è in seguito approdato ad un più vasto repertorio, divenendo un vero e proprio cultore dell'antico patrimonio vocale italiano ed interprete di grande fascino. Lo stile interpretativo e la prassi di accompagnamento con chitarre d'epoca lo avvicinano alla figura di un moderno menestrello.
Dotato di non comuni mezzi vocali è interprete poliedrico che sconfina con padronanza dal genere sentimentale al comico, dal religioso al politico, dal narrativo storico all'allusivo, dal popolare al colto, con un ricercato gusto della parola cantata (dall'immediatezza della vocalità popolare a quella più studiata della canzone all'italiana, della romanza da salotto, dell'aria antica). Gli spettacoli di Riccardo Marasco nascono dalla sua instancabile tenacia di ricercatore (uno dei più profondi conoscitori della canzone italiana nella sua tradizione secolare) e dalla sua grande carica artistica, prepotentemente dirompente tramite le sue non comuni doti musicali ed i suoi eccezionali mezzi vocali. Il suo repertorio, dovuto in gran parte alle sue ricerche o alla sua creatività è unico soprattutto per la forma con cui viene riproposto. I concerti di Marasco aprono nuovi spazi alla cultura. Dai dimenticatoi degli accademismi Marasco riporta alla cultura viva inimmaginabili tesori di un'arte ritenuta fino ad oggi, ingiustamente, minore.
Riccardo Marasco
Musicalia
Samepicò
Seta Moneta è l’incipit di una antica filastrocca conosciuta nel sud della Toscana, ed è stato scelto come nome per il nostro gruppo sia per il suo chiaro legame con la tradizione sia per la musicalità delle parole. “Setamoneta” nasce con l’intento di dare nuova vita ad un patrimonio canoro della nostra terra altrimenti destinato a scomparire. Canti di lavoro, ninne nanne, canti della festa, a sfondo sociale e narrativi sono giunti a noi dalla tradizione orale quasi sempre privi di accompagnamento musicale, consentendoci quindi nella nostra rielaborazione, una libertà interpretativa pur nel rispetto dei testi e delle melodie originarie. La ventennale esperienza nella ricerca e nella riproposizione della musica tradizionale dei musicisti presenti, che hanno alle spalle un’ampia discografia nel settore e centinaia di concerti nei più importanti festivals di musica etnica italiani e esteri, la strumentazione utilizzata e il repertorio rendono il concerto di “Setamoneta” particolarmente versatile ed adatto sia per esibizioni nei teatri che nelle piazze.
Setamoneta
„JACOPO BORDONI: muratore, poeta, ribelle”. A 150 anni dalla nascita.
LA MUSICA È ARTE E QUANDO INCONTRA LA POESIA IL CONNUBIO È MAGICO.
Protagonista di questo spettacolo è la poesia di Jacopo Bordoni, interpretata e musicata da due casentinesi che hanno voluto rendere omaggio, a centocinquanta anni dalla nascita, al poeta muratore di Poppi e alla valle del Casentino. Le dolci colline, i panorami mozzafiato, i castelli incantati con le torri che infrangono il cielo terso sono poesia e musica, per chi in Casentino vive e per il turista che si affaccia in questa terra di santi, cavalieri e poeti. L’invito che facciamo è di abbandonare per un attimo la frenesia quotidiana e farsi trasportare dalle parole e dalla musica di questi due artisti a cui va il nostro grazie per il prezioso contributo che hanno voluto dare alla cultura casentinese. Saranno i dolci suoni e le magiche parole del poeta poppese a farci vivere un momento di grande emozione e di pathos. Il progetto è davvero originale a dimostrazione che il tempo non cancella la bellezza dell’arte, ma anzi è proprio l’arte che sa attualizzare il messaggio trasportando le dolci rime ai giorni nostri.
PIERO LANINI
Chitarrista e cantautore per diletto, compositore fin dalla più giovane età, ha maturato esperienze suonando in vari gruppi del territorio casentinese. Componente dei Fontebranda, un trio chitarristico (classica, folk, elettrica) che, seguendo un proprio originale progetto artistico, promuove la sonorità e la semplicità delle armonie unite a testi talvolta intensi talaltra sognanti.
MASSIMO GIUNTINI
Nato a Subbiano, nel corso della sua esperienza artistica ha fatto conoscere ed apprezzare in Italia le sonorità del nord Europa e, particolarmente, quelle di area celtica. Componente fino al 2002 dei Modena City Ramblers, ha collaborato nella sua carriera musicale con musicisti e gruppi di gran rilievo come i Whisky Trail, Craobh Rua, Ductia, Vinicio Capossela, Cisco ed altri.
Società del Chiassobujo
Fausta Vetere
Viulàn
World - Toscana / Burkina Faso
Celtica - Toscana
Performers - World - Toscana
Folk - Napoli
Folk - Sicilia
Folk - Toscana
Folk - Campania
Folk - Puglia
Folk - Toscana
Folk - Toscana
Folk - Napoli
Folk - Appennino Tosco/Emiliano
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(special guest 2011)
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Max Buoncompagni - Gabin Dabirè - Dagda - Luca di Volo e Eleonora Tassinari - Ductia
Nuova Compagnia di Canto Popolare (special guest 2011) - Malanova - Riccardo Marasco - Musicalia - Samepicò
Setamoneta - Società del Chiassobujo - Fausta Vetere (special guest 2011) - Viulàn
Max Buoncompagni - Gabin Dabirè - Dagda - Luca di Volo e Eleonora Tassinari - Ductia
Nuova Compagnia di Canto Popolare (special guest 2011) - Malanova - Riccardo Marasco - Musicalia - Samepicò
Setamoneta - Società del Chiassobujo - Fausta Vetere (special guest 2011) - Viulàn
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